Chiara e Filippo...
Nome: Filippo e Chiara
Filippo e Chiara non si conoscono. Essi camminano su strade diverse. Chiara vive la sua vita,
così come Filippo,
nella routine giornaliera. Sembrava quasi impossibile
che due persone così potessero incontrarsi. Invece...
Filippo vive una sua "storia", abbastanza travagliata, con una persona dalla quale ha avuto una grossa delusione e perciò decide di scrivere i suoi pensieri in un blog. Scrive... Scrive...
Dapprima nessuno si accorge
di lui, ma questo fatto
non era importante.
Per Filippo bastava scrivere, riportare su un "foglio"
bianco i suoi pensieri.
Chiara vive una sua "storia", abbastanza travagliata,
con una persona dalla
quale ha avuto una grossa delusione. Anche lei decide di affidare ad un "foglio"
bianco i suoi pensieri.
Ha tante persone
che la seguono,
ma non Filippo.
Lui è chiuso nei
suoi pensieri...
Un giorno Filippo
è incuriosito da un titolo
di un post e va a leggerlo...
Lascia un commento...
Chiara è incuriosita
dallo stesso post e va a leggerlo...
Lascia un commento...
E legge anche il
commento di Filippo...
Va a curiosare
nel blog di Filippo
e rimane colpita
dal suo modo di vivere i sentimenti e lascia
un commento.
Filippo legge, ma
sembra non
accorgersi di Chiara...
E' troppo chiuso
nel suo dolore...
Chiara gli fa di nuovo
visita, Filippo legge
i suoi commenti
e ricambia la visita
con altri commenti ai post.
Un giorno Filippo
tra i commenti di Chiara legge: "... Ma hai
aperto la posta
nei giorni scorsi?"
E incuriosito va a vedere.
Trova una email di Chiara... Parole semplici ma dalle quali traspariva tutta quanta la sensibilità di lei e la pulizia dei sentimenti... Filippo ne è colpito positivamente e risponde alla lettera...
Inizia così una lunga corrispondenza fatta di pensieri puliti e confidenze che porta Filippo e Chiara a cercarsi sempre più, ad avere sempre più bisogno l'uno dell'altra, per trovare conforto alle tante delusioni che il suo lui e la lei di Filippo dispensavano abbondantemente.
Passano circa due mesi e Chiara chiede a Filippo se usa parlare in chat. Lui le risponde che qualche volta ci ha provato ma non è rimasto molto soddisfatto per via della poca serietà di chi incontrava, per cui non ne faceva uso. Lei gli chiese di iscriversi in una chat seria, dove insieme avrebbero potuto parlare in tempo reale. Lui accettò e iniziò quindi tra loro un altro tipo di dialogo che, unito alle email, li legava sempre di più.
Ma... Gli imprevisti arrivano sempre: in ogni bellissima sinfonia, spesso quando un orchestrale si distrae, può scapparci la stecca ed ecco che nella sinfonia della vita di Chiara e Filippo entra la "Nota Stonata". Chiara vive un nuovo dolore che la riporta indietro nel tempo e Filippo, nonostante sia certo che in fondo al suo cuore Chiara è al primo posto, non riesce a farglielo capire... Forse perchè per lui la nota non è proprio stonata... Ma non ha orecchio quanto Chiara...
Così rischia di cadere quell'alberello chiamato amicizia che era cresciuto, ma quando un albero ha radici ben piantate è difficile che la tempesta lo butti giù, perciò riusciva ad ergersi ancora, sempre più imponente verso il cielo...
E nonostante "Nota Stonata", tra Filippo e Chiara sboccia un nuovo sentimento più forte, più vero, che li unisce sempre più...

E l'amore sale fino ai confini del cielo, dove volano liberi i nostri pensieri, in cerca di un raggio di sole che scaldi i nostri cuori...
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Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perchè è lei che ho innaffiata. Perchè è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perchè è lei che ho riparata col paravento. Perchè su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle).Perchè è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perchè è la mia rosa".
(Antoine de Saint-Exupéry)
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Ti voglio raccontare la storia di un uomo che girovagava, come un accattone in cerca di elemosina, senza una meta, senza un significato vero che desse un senso al suo girovagare. Viveva per un amore che era a senso unico, perchè lui andava sempre avanti, ma mai sulla sua strada incontrava lei che gli veniva incontro. Lui però, testardo, continuava a camminare; camminava, ma lei non si vedeva... La intravvedeva, ogni tanto, ma la distanza era troppa... Un giorno lui decise che il suo girovagare fosse reso noto a tutte quelle persone che avessero incrociato il suo cammino. Sparse tracce, un po' dappertutto, come un grido d'aiuto. Sembrava che a nessuno interessasse la sua angoscia, invece... Un giorno un Angelo, si avvicinò e gli parlò. Lui notò subito il nome dell'Angelo: E continuava a chiedere aiuto. L'Angelo continuava ad ascoltare il suo grido e gli parlava... Ma lui ancora non sentiva: era troppo preso dai suoi problemi... Un giorno, l'Angelo fece sentire più forte la sua presenza e lui si accorse finalmente di lei. Iniziò così il cammino di lui con a fianco l'Angelo Insomma l'Angelo non era proprio al suo fianco fisicamente, ma per lui è come se lo fosse. Sentiva quella presenza vicina e si chiedeva: "Chissà com'è il suo volto, chissà che timbro ha la sua voce..." E si diceva poi che il volto e la voce dell'Angelo sarebbero rimasti solo un'immagine e un suono immaginati da lui. Invece l'Angelo gli fece vedere il suo volto, attraverso una foto sfocata, ma che lasciava chiaramente vedere il suoi lineamenti e si accorse che l'Angelo era... bella. Anche se lei diceva di non esserlo. Poi gli fece sentire anche la sua voce e lui pianse, per la commozione. Finalmente conosceva il timbro della sua voce: caldo, rassicurante, vivo! I loro incontri si facevano sempre più frequenti, anche se non erano veri incontri. Ma lui li sentiva così. E insieme parlavano delle loro gioie e dei loro dispiaceri. Sì, perchè anche l'Angioletto, come poi lui chiamava, aveva i suoi dispiaceri. Intanto gli aveva svelato un segreto: il suo vero nome non era….. , ma Chiara. A lui gli fu un po' difficile abituarsi a quel nome, ma poi lo conservò nella sua mente, fino a diventare il nome a cui pensava per la maggior parte della giornata. Intanto l'amore a senso unico di lui, continuava ad andare a senso unico, e l'unica certezza, nella sua vita, restava l'Angioletto che, con le sue bellissime parole, lo rassicurava e lo incoraggiava ad andare avanti.
(Filippo)
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Rimasero a lungo abbracciati. Lui le bisbigliò: "Ho solo una cosa da dire, una cosa soltanto, non la ripeterò mai più a nessuno e ti chiedo di ricordarla: in un universo di ambiguità , questo genere di certezza viene una volta e una soltanto, per quante vite si possano vivere"......
"Io ti appartengo... In realtà non sono seduta qui sull'erba, accanto a te. Mi hai dentro di te, come una prigioniera volontaria."
"Non sono sicuro di averti dentro di me, né di essere dentro di te, e neppure di possederti. E in ogni caso non è al possesso che aspiro. Credo invece che siamo entrambi dentro un altro essere che abbiamo creato e che si chiama noi. No, neppure: non siamo realmente dentro questo essere, lo siamo. Abbiamo perduto noi stessi e creato qualcos'altro, qualcosa che esiste solo in quanto ci unisce... Ci amiamo. Con tutta la profondità , l'intensità con cui è possibile amarsi".
(Robert James Waller: "I ponti di Madison County")
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Ascoltando il vento udrai le parole che non ho mai detto.Come sospiri piano ti entreranno nel cuore, diventeranno carezze senza nome, la mia cura per ogni male,il mio regalo per ogni festa. Come raggi di sole ti baceranno il viso quando sarai solo, come petali di rose profumeranno le tue mattine quando guardando il cielo non vedrai il sole. Saranno lì forse solo un attimo ,come un lieve tepore sulla tua barba incolta, o sensazione di buono e di caldo ,come se tornassi bambino fra le braccia di mamma a sgranocchiare biscotti dopo bua e lacrime . Ti abbracceranno prima del sonno sotto le coperte in una stanza vuota, ti porteranno sorrisi quando i sorrisi mancheranno ai giornie coccole calde nei pomeriggi d’ inverno fra nebbia e piogge senza fine. Saranno le mie parole senza rumore ne’ pretese ne’ lacrime accanto alla tua anima quando io non ci sarò. E se pure scorderai il mio nome, ascoltando il vento, di nuovo avrai per te le parole che non ho mai detto.
(Valentina Di Nitto)
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giovedì, 11 giugno 2009
Com'è lontano il tempo della casetta!
Sembra quasi non appartenermi più, dall'interno della rete ti guardo,
ti ascolto ... posso anche sfiorarti le mani, intrecciare le mie dita alle tue, sentire il tuo profumo, ma non posso accarezzarti i capelli, non posso uscire, non posso abbracciarti ...non posso...
Eppure tu resti lì, al mio fianco così, a parlare...desiderando di spazzare via la malinconia, mentre a me quasi mancano le parole, eppure le ho ancora tutte nel cuore, intrappolate in un blocco di ghiaccio, che non si scioglie più.
E' lontano il tempo della casetta, ma ti sono grata per saper togliere ogni timore, ogni ansia.
C'e' qualcosa che ti devo dire, anche se ti guardo senza parlare;
in quel nido rassicurante, quasi magico, c'e' una luce sempre accesa, una luce, che non smetterà mai di brillare sui nostri gesti, sulle parole sussurrate, sulle nostre risate e resterà lì, dentro al cuore, proprio dove sei tu.
Vorrei buttarmi dentro al tue braccia, ma... questa rete è troppo forte, mi trattiene ed è giusto sia così.
Chiara
Affidato al mare da
Siro5451 Ora: 00:09
commenti (5)
giovedì, 28 maggio 2009
La nostra casetta, rifugio dei nostri sogni, ci aspetta… Sembra chiamarci dal profondo dei nostri pensieri e del tempo, che inesorabile va via, e noi… Noi siamo distanti, fisicamente, ma il rumore del tuo cuore è dentro le mie orecchie, martella insieme al mio, nella ricerca di quella felicità che sembra perduta e invece è il mastice che ci tiene uniti, nonostante tutto. E adesso sono qui, faccia a faccia a un monitor che parlo con te, distante ma vicina. Vicina perché ti sento, ti vedo… Vedo i tuoi occhi che per un momento si perdono a guardare l’infinito, chiedendoti cosa faccia in questo momento… In questo momento, pieno di malinconia, ma anche di serenità, ti penso e ti porto con me, nel viaggio tante volte intrapreso, coi nostri giochi di fantasia, ma così reali da farci credere che veramente la nostra meta era quella casetta il mezzo al bosco. Poi il viaggio è diventato realtà; la nostra meta non era la casetta in mezzo ai boschi, e non era così carina e romantica, ma comunque era in un posto bellissimo e il nostro amore faceva si che anche la casa si trasformasse nel nostro rifugio. Non usciva il fumo dal camino, ma per noi era il posto più bello e romantico. Tanti ricordi mi assalgono, dei nostri primi giorni: le tue lacrime, le tue paure, ma anche la consapevolezza che era iniziato un qualcosa che ci avrebbe legati saldamente… Correva la fantasia, dentro una macchina, dove eravamo noi due, a cercare la strada che ci avrebbe portato alla casetta, dove ci aspettava un caminetto da riempire di legna e da far scoppiettare in mille scintille che rischiaravano i nostri volti e rallegravano i nostri cuori… Non chiedevamo poi molto dalla vita: solo stare insieme e lasciarci guidare dalla nostra spontaneità. Tutto avrebbe poi seguito un corso naturale, senza cercare di bruciare il tempo. E così è stato e ogni nostro incontro è stato un incremento di emozioni, sempre più forti.
Ecco, adesso resta il ricordo di queste emozioni, ma è il nutrimento affinché il nostro amore non cada nell’oblio, ma sia sempre una luce forte che ci aiuta a camminare nel buio della nostra esistenza. E la certezza che ho dentro il cuore, te la trasmetto oggi, con queste righe. Anche se già sai che il mio amore per te non è fantasia, ma la realtà di oggi e domani nella mia vita… Nella nostra vita.
Ti amo.
Filippo
Affidato al mare da
Siro5451 Ora: 22:58
commenti (3)
giovedì, 14 maggio 2009
Un brezza leggera sfiora la pelle
fiori e foglie si fondono in una danza armoniosa
esibendo incantevoli sfumature;
Il mio sguardo va lontano, a rincorrere sogni
ad aprire ricordi...
la tua voce al telefono
lanciava nel cielo fuochi d'artificio
noi due, al settimo cielo
nell'atmosfera gioiosa
di un incontro.
Ora osservo commossa
l' incantevole primavera
arrivata troppo in fretta ...
per poterla ascoltare.
Respiro l'essenza ... priva di profumo
con occhi lucidi fisso l'orizzonte
e dentro me l'inverno... non va più via.
Triste e ...smarrita
la tua voce si ferma
davanti al mio pianto,
Chiara

Affidato al mare da
Siro5451 Ora: 23:53
commenti (4)
martedì, 28 aprile 2009
Nel silenzio di un pomeriggio
misto a nuvole e sole
cerco un sorriso tra mille volti sconosciuti.
Dopo il peregrinare della mente
chiudo gli occhi per rilassare il cuore,
e in mezzo alla folla due occhi di smeraldo
mi guardano, lucenti, e innamorati:
mi vieni incontro, apro le braccia,
ti stringo a me in un abbraccio forte,
per non lasciarti andare via.
Ci ritroviamo, senza esserci mai persi,
le nostre parole sono pagine di vita,
sono il tempo che passa e il presente,
e il futuro è oltre le nostre paure.
Sorridono i nostri occhi,
tremano le nostre labbra per l’emozione
di un giorno insieme,
desiderato e vissuto, oggi come ieri.
Il nostro tempo non è oggi, né domani,
il nostro tempo sono i momenti in cui
le nostre parole s’incontrano,
sono le nostre ansie, e i nostri desideri,
sono il calore che infondono le frasi dette
per infonderci coraggio, per farci capire
che il cammino non è facile,
ma neanche impossibile se confidiamo
in questo nostro piccolo, ingenuo, forte, grande amore!
Filippo
Affidato al mare da
Siro5451 Ora: 19:12
commenti (6)
domenica, 29 marzo 2009
Che strana sensazione di vuoto! Continuo a ripetermi che dipende solo dal fatto che tu non puoi rispondere alle mie chiamate. Ma basterebbe solo un tuo segno, un piccolo messaggio, un "ciao", buttato lì, per farmi capire che sono nei tuoi pensieri, invece sento addosso quest'oppressione, questo senso di nostalgia per qualcosa che c'è ma che stenta a venir fuori, come se tutto fosse ancora fermo, come uno stagno senza sbocchi e senza ricambio d'acqua. Invece sappiamo che il nostro sentimento è un fiume impetuoso che poi sbocca nel mare per farsi ancora più grande. Aspetto di sentire ancora la tua voce, aspetto di sentire il tuo respiro che attraversa il mare e arriva fino a me, a sfiorarmi il viso, in quel sussurrare "ti amo", come se il tempo si fermasse...
Come evocata dal mio cuore, arriva la tua voce: "Mi fai una ricarica?". Un sussulto, una gioia immensa e la mia risposta: "Si! Si!, Vado. Subito!" Poche parole, cinque minuti, contati. Ma bastano per sentirmi ancora un tutt'uno con te.
Ti lascio le parole di questa canzone. Sicuramente non conosci la melodia, ma le parole sono bellissime ed esprimono quello che il mio cuore vuole darti. E' una canzone molto positiva, nonostante l'apparenza.
Amare Ancora
Parole e musica di Claudio Chieffo
Ma che amarezza, amore mio,
veder le cose come vedo io
e aver perfino dimenticato
che non son nato come voglio io,
come voglio io.
Che delusione, povero amore,
vivere la vita con questo cuore
e non volere perdere niente
e amare ancora come l’altra gente,
come l’altra gente.
Basterebbe soltanto ritornare bambini e ricordare...
E ricordare che tutto è dato, che tutto è nuovo
e liberato ...e liberato!

Affidato al mare da
Siro5451 Ora: 19:29
commenti (3)
domenica, 22 marzo 2009
In questo periodo, sembra che non vada bene niente e anche se ho sempre accettato quello che la vita offre, tu sai bene quanto sia per me doloroso il periodo che sto vivendo e quanto possa rendermi fragile.
Quasi ogni sera piango in silenzio nel mio letto al buio, di giorno tu mi lasci sfogare e mi accorgo che a volte esaurisco anche l'ultimo frammento di pazienza, so bene quanto tu sia onesto e so anche capire quando ti senti a disagio, ma sai bene anche tu quanto sia per per me importante la schiettezza, per questo non so accettare le cose taciute.
Abbiamo sempre parlato con semplicità raccontandoci la nostra vita, giorno dopo giorno esponendo ogni cosa di noi sempre un po' di più, tu con tutta la tua delicatezza io con la mia schiettezza, colgo ogni sfumatura dei tuoi silenzi, come tu cogli i miei.
So bene che dopo un temporale torna sempre il sereno ma questa volta è diverso, questa volta i tempi sono diversi .... ma i ricordi restano e l'attesa di una telefonata può far impazzire e quando arriva magari non potro' parlare e dovro' fare i conti con la solitudine.
Forse c'e' un tempo per tutto...e questo tempo non lo voglio sprecare adesso che ti sento forse tutto è più semplice, tu non sei cambiato, sei sempre tu, mi sento meglio ... il sentimento che ci tiene uniti non puo' cambiare ed è solo questo che conta.
Un bacio
Chiara
Affidato al mare da
Siro5451 Ora: 23:03
commenti (1)
venerdì, 20 marzo 2009
Carissima Chiara,
Nel giorno del tuo compleanno avrei voluto stupirti con effetti speciali, sorrisi e ancora belle parole per dirti quanto sei importante per me. Non ci saranno effetti speciali, però l’importanza di questo giorno rimane intatto e allora mi metto, ancora una volta, ad aprirti il cuore.
Inizio dalla lettera che ti scrissi giusto quattro anni fa, e che hai pubblicato in questo blog. Quella lettera, sofferta non meno di questa, era stata scritta dopo una discussione avuta per “colpa” della mia “amicizia” con Nota Stonata e che io ritenevo fuori dalla nostra vita. Ed ecco l’errore. Avrei dovuto parlartene, sono d’accordo con te, ma se non l’ho fatto non è stato perchè volevo nasconderti chissà quale relazione. Il motivo te l’ho spiegato tante volte ed ora non è il caso che versi ancora fiumi di parole per ribadire un concetto, sbagliato quanto vuoi, ma sempre dettato dalla buona fede (e questa mia buona fede in quattro anni l’hai vissuta). Allora ti scrissi quella lettera per dirti, appunto, che non immaginavo che per te fosse così importante sapere se parlavo o no con un’altra persona, credevo che l’importante fosse mostrarti il mio attaccamento a te. Ti scrissi quella lettera col cuore in mano, immedesimandomi nel tuo dolore, nel tuo modo di pensare, entrando veramente dentro il tuo cuore. Nacque così quella confessione, accorata e dolorosa. Capii il dolore che avevi provato nel sentirti esclusa da una parte della mia vita, seppure non importante, secondo me. Anche allora ci furono discussioni e punti di vista divergenti, ma capimmo che camminare insieme era possibile perché eravamo legati da qualcosa che comunque era solido: quell’amore che tutti e due avevamo idealizzato e che si rendeva concreto nel nostro modo di vivere.
Ci fu poi quella famosa frase infelice di Nota Stonata che rivolgendosi a te disse che eri “anima nera”. Mi chiamò in causa come per dirmi: “Adesso ti faccio vedere che razza di amica è quella che chiami il tuo Angioletto”. Ricevette uno smacco che sicuramente ancora oggi non ha dimenticato! L’altra cosa brutta che feci, nel frattempo, era stata quella di cestinare quelle poche e-mail che io e lei ci eravamo scambiati, ma anche di questo ti diedi una spiegazione plausibile e sincera, anche se tu non l’hai mai accettata. Da me chiedevi prove concrete. La grande prova concreta è, ancora oggi, l’amore che ti ho dato, incondizionatamente.
E veniamo al tasto dolente del pc. Per me era normale, se stavo in casa, accendere il pc, anche solo per ascoltare musica. L’avevo collegato all’impianto stereo e spessissimo lo usavo semplicemente come lettore di mp3. Non mi piaceva guardare la tv e quindi il mio “divertimento” era ascoltare musica e intanto giocare al solitario di Windows o fare Database con Access. Ecco che mi viene il pallino della programmazione (Visual Basic mi affascinava…) e allora frequentai un corso di programmazione. Ma l’attestato è rimasto in fondo a un cassetto della scrivania perché è come la patente di una persona che non ha mai guidato una macchina… Non ti sto, con questo, dicendo che preferisco il pc a te, ma se avessi continuato, probabilmente sarei diventato un bravo programmatore. Nonostante tutto mi sembrava una cosa normale accendere il pc e leggere qualche blog, soffermarmi in qualcosa che poteva incuriosirmi e tenermi così informato delle novità, anche tecnologiche. Quando 5 anni fa comprai il pc nuovo (prima andavo con un Pentium 100, hard disk da ben 1,10 GB e memoria ram 16 MB, ampliato poi a 32 MB!!), mi sembrava di essere passato dalla bicicletta alla Ferrari ed ero fierissimo del mio “gioiello”: Pentium 4, processore astronomico e ram 256MB! Porca miseria, quanto mi piaceva poi anche il monitor a cristalli liquidi. E quando ci eravamo conosciuti ti parlavo spesso del mio pc all’avanguardia, dicendoti di comprartelo anche tu, non pensando che a te proprio non t’importava nulla avere un pc nuovo. Per me invece era importante anche perché le nostre connessioni spessissimo erano lente e difficoltose, perché tu ti collegavi con un modem a 56K, mentre io avevo l’ADSL. Quante incomprensioni a causa di queste connessioni! Il mio pc è rimasto quello di allora, e tu, finalmente, l’avevi preso uguale al mio, con (addirittura!!) 512MB di memoria ram. E ti colleghi anche tu con l’ADSL. Avevi notato da subito il miglioramento delle connessioni e quando ci parlavamo, finalmente le parole arrivavano in tempo reale. Tutto un altro mondo! Ma intanto ti scocciavi se, mentre ero in casa, stavo al pc. Lo vedevi come un’arma pericolosa nelle mie mani e allora ho deciso di starci il meno possibile e l’ho fatto. Il pc lo accendevo di sera, quando anche tu eri davanti al tuo pc. E ora che non possiamo starci insieme rimane spento. E anche di ciò non puoi dubitare! Lo sai, no?
Il telefonino: Quando ci siamo conosciuti avevo un Motorola V50, che misi da parte dopo circa 3 anni per un altro Motorola V300. Ecco, quest’ultimo fece un volo dal 3° piano perché era diventato la causa dei nostri litigi. Non so, e non l’ho mai chiarito, se con quel cellulare potevo connettermi a Internet, ma non potevo più tenerlo. Con uno scatto d’ira lo buttai dalla finestra finendo contro il muro di fronte a casa, giù al piano terra. Recuperai solo la Sim! E tornai ad usare il vecchio V50, che fortunatamente avevo conservato. Ma non andava molto bene e allora con una promozione acquistai l’attuale V1075. Era Natale del 2006. Già da subito iniziarono i casini perché quando per un motivo qualsiasi, il dito finiva vicino al tastino della connessione con VodafoneLive ecco che entrava in gioco la connessione. Mi accorgevo subito e chiudevo. Te lo dissi, ma dicevi che non era possibile schiacciare un tasto involontariamente… Le connessioni volevo farle io apposta. E ancora litigi. Chiesi dei chiarimenti su come evitare queste connessioni involontarie e mi spiegarono come mettere un codice di blocco. Lo feci e da allora non era mai più capitato che io facessi una connessione involontaria e tu non ne hai mai più trovato, fino a pochi giorni fa, che ho usato il Tom Tom. E di nuovo il casino. Intanto in tutto questo tempo, è venuta anche a me la paura di sbagliare, perciò puoi capire cosa ho provato nel vedere che c’erano delle connessioni fatte col telefonino, senza che però io le avessi volute di proposito. Certo, se è successo è perché io ho fatto qualcosa che le ha provocate, però perché non credermi quando ti dico che ci sono state si, ma solo per un aggiornamento del Tom Tom? E se ho taciuto è perché mi sono impaurito della tua reazione? Anche questo è un atto d’amore, mio, verso te.
Chiara, forse questa lettera, non risolverà i nostri problemi, forse ti farà ancora arrabbiare, perché non ci sono parole di scusa così accorate come nella precedente, ma anche questa è ancora un altro grido di dolore per il male che ci stiamo facendo. Io non voglio dividerti con un pc o con quant’altro di tecnologico, voglio solo dirti, nella mia difesa verso questi prodotti, che il loro uso, se fatto con intelligenza, aiuta nella vita di tutti i giorni. Un amore non può essere messo in discussione dalla tecnologia e noi, con la nostra paura, stiamo facendo in modo che essa prenda il sopravvento. Siamo tutti e due consapevoli che nella vita ci sono altre priorità e in questo periodo lo stiamo constatando, purtroppo.
Io, umilmente, ti chiedo ancora scusa se sono stato causa del tuo dolore, ma ho una certezza in fondo al cuore: l’amore che da me sgorga non è virtuale; è il sentimento più vero che sto vivendo da quando ti ho incontrata e non condividerlo con te sarebbe come attraversare il mare in balia della tempesta.
Buon Compleanno, amore mio.
Filippo
Sentimento
Semplicemente perché
questo amore mi taglia nel petto e poi va dritto al cuore
affondano in lacrime i miei pensieri
è forte il bisogno che ho
di amare te
L’amore che io ti darò
fa volare
più in alto del manto di nuvole che copre il sole
e ti raggiungerò e sarò nel vento
che fa incontrare ogni attimo
del tuo e del mio sentimento
le ombre che si toccano
la luce le dipingerà
preziosi desideri
che stretti a me terrò
poi ti racconterò
così per sempre sarai il fuoco che mi fa bruciare
sei la lente che accende per me il colore.
L’amore che io ti darò
fa vibrare
i nostri due corpi al ritmo di un unico cuore
e ti raggiungerò e sarò nel vento
che fa incontrare ogni attimo
del tuo e del mio sentimento
le ombre che si toccano
la luce le dipingerà
preziosi desideri
che stretti a me terrò
poi ti racconterò
al silenzio di candore
delle notti per sognare
ah l’amore
che ci fa sentire dolcemente così
uomini, uomini, uomini.
Affidato al mare da
Siro5451 Ora: 08:13
commenti (4)
martedì, 17 marzo 2009
Ricordi questa lettera? E' datata 13 Marzo 2005 era domenica ...
Carissima Chiara,.
E' con il dolore nel cuore che mi metto a scriverti questa lettera. Capisco solo ora il male che ti sto facendo e ti giuro, ora non cerco scusanti per il mio comportamento.
Mi accorgo solo ora, pensandoci, mentre sono davanti al pc, tutto l'amore che hai per me, mentre io non so ripagarti che con delusioni, perchè pur dicendoti che per me sei importantissima, e lo sei, nonostante tutto, io so solo chiedere a te di farmi felice, mentre tu aspetti ancora un briciolo di felicità da parte mia. Mi sono accorto dal tono della tua voce che sei rimasta molto delusa dal mio modo di comportarmi e le tue parole erano stilettate dentro il cuore, che mi facevano male, ma capisco benissimo il dolore che c'è dentro di te per non sentirti ripagata della fiducia che tu dai a me.
Sto sbagliando tutto. Finalmente ero riuscito a trovare un po' di serenità e io la sto buttando via, come un qualcosa di poco importante, come un qualcosa che mi sono conquistato, ma a discapito della tua sofferenza,
Non so se potrai mai perdonare questa mia leggerezza, Chiara. Lo so che è molto difficile per te, ingoiare anche quest'altra delusione, però, credimi, come ti ho detto, ho sbagliato per il troppo amore che ho per te. Ma mi accorgo che il mio amore a volte mi porta ad essere egoista, io che dell'egoismo in amore ne parlo sempre come qualcosa di squallido, ce l'ho dentro, come tutti, perchè penso solo alla mia felicità e non anche alla tua. Chissà cosa starai pensando in questo momento, dolce Chiara! Che sicuramente anche io sono uno di quei tipi che promettono mari e mondi, che a parole danno tutto, ma a parole, o col silenzio, in questo caso, distruggono tutto il castello fatato che si era costruito intormo a loro.
Ti amo, Chiara... Ti amo davvero immensamente e saperti ferita, come un Angioletto indifeso, in questo momento, mi fa male al cuore... Vorrei sprofondare nel più nero degli abissi e nacondermi, sparire per non farti più male. E lo farò davvero se me lo chiedi, perchè me lo sono meritato.
Ho tanta amarezza dentro di me, tanta voglia dirti: "Non è successo, niente, amore mio. Ti amo. Ricominciamo daccapo". Però so che per te è difficile. Sicuramente starai pensandomi come la persona peggiore del mondo, perchè ti ho delusa. Ti ho fatto capire di essere in un modo e mi comporto in un altro.... Non so più neanche perchè. Forse la troppa sicurezza del tuo amore per me. Chiara, però vorrei chiederti una cosa: se davvero mi ami, se davvero per te sono importante, concedimi ancora una possibilità, concedimi di rimediare ai miei errori.
Vorrei solo dirti che ti amo con tutto me stesso, che se mi concederai un'altra possibilità, insieme saremo davvero felici.
Ricomonciamo, Chiara. Facciamo si che oggi sia il nostro primo giorno d'amore. Ti assicuro che sarò per te il rifugio della tua gioia, dove potrai trovare il conforto alle tue pene e la gioia che ti meriti quando lo vorrai.
Chiara, te lo chiedo perchè ti amo davvero, pensare che non vorrai più essere per me il punto di riferimento per la mia nuova felicità, mi fa morire, mi toglie il respiro. In questo momento mi sento come uno che sta affogando e disperatamente cerca l'aria.
Chiara, sono appena le due del pomeriggio, ma per me oggi la giornata è lunghissima. Vorrei fossero le quattro o le cinque per poterti chiamare, per sentitre la tua voce rassicurante che mi dice: "Tranquillo, non è successo niente. Ricominciamo la nostra storia, perchè è importante".
Ti amo Chiara.... Ora me ne sto rendendo conto veramente... Ora che ti sento tanto lontana.... Ora che meriterei davvero che tu mi mandassi al diavolo...
Chiara, se mi ami veramente non farlo... Dammi la possibilità di poter sognare ancora di noi, come scherzosamente facevamo ieri sera. Lasciamo stare le storie del blog e partiamo da quello che di bello è nato tra noi.
Ti prometto che non ci saranno mai più incomprensioni del genere tra di noi, perchè ciò che conterà veramente per me è farti felice....
E lo farò... se tu me lo permetterai ancora.
Chiara, sei tutta la mia vita, da quando ti ho conosciuta per me si è aperto un nuovo mondo, un nuovo cammino di felicità che ha coinvolto anche te in una maniera stupenda. Non buttiamo all'aria tutto ciò che di bello c'è tra noi. Questo nostro amore, così vero, così pulito, così innocente, per certi versi è tutto quanto abbiamo tutti e due per poter sperare di essere di nuovo felici, per poter credere che anche per noi possa risplendere quella luce che ci consente di essere veramente felici.
Ti amo Chiara, non scordarlo mai.
Ho sbagliato... Sbaglierò ancora forse, ma non ti ho mai mentito, perchè per me sei davvero tutta la vita.
Perdonami se puoi, amore... Anche se capisco che per te è un duro colpo l'averti delusa. Non l'ho fatto intenzionalmente, però. Vorrei che lo capissi.
Chiara, vorrei che capissi che ti amo veramente e tutto ciò che è successo non è stato voluto da me, ma sono state tante circostanze che, messe insieme, hanno portato ad una situazione che non sono riuscito a controllare. Ma ero davvero sfinito... Giovedì 10 Marzo ero fuori di me... Non riuscivo ad essere me stesso... Anche di questo me ne rendo conto ora.....
Perdonami, se puoi. Lo so ti chiedo molto, ma te lo chiedo in nome di quel nostro bellissimo sentimento nato tra le righe dei nostri pensieri, che ci ha scombussolati tutti e due, ma che se ci crediamo veramente può farci felici...Chiara.. Io ti amo davvero... Dammi la possibilità di dimostrartelo... Vedrai che non ti pentirai... Non soffrirai per causa mia, perchè sarò davvero la persona che saprà darti la felicità che hai sempre cercato.
Ti amo. Filippo
.....Questo era Filippo di ieri ... era una delle tante lettere che mi scrivevi dopo aver avvertito quella sensazione strana che creava distanze, si faceva sempre sentire prima del temporale che andava a scoprire qualcosa che per te non era importante e quindi non era il caso di dirlo... ma a me, creava tanta sofferenza e allora mi parlavi con tanta dolcezza con la voce incrinata al pianto... sentivo forte il tuo dolore...e ti ritrovavo dentro al cuore in maniera unica e prepotente, ogni volta mi facevi sentire dentro lo stesso pensiero e credevo di esserlo ancora, ma questa volta è diverso...tu più sicuro resti fermo nelle tue idee.
No non è colpa del tom tom è che ogni volta si ritorna alle stesse parole, come una giostra che gira e rigira ... Ti amo...quello che conta è l'amore che sento per te...ho sbagliato... sapevo come la pensi...ti saresti arrabbiata...ti chiedo scusa ...
E adesso chiedo a te usando le tue parole: " L'Amore è una fregatura"?
Chiara
Affidato al mare da
Siro5451 Ora: 22:02
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giovedì, 12 marzo 2009

Avere sempre tante cose da dire
anche le più banali
per poi ridere e scherzare,
a volte piangere...
per poi ricominciare.
All'improvviso la stessa sensazione...
quell'impressione strana
che riporta a tanto tempo fa
l'hai sentita anche tu
Mi facevi domande
è mi chiedevi perchè
accantonando
ciò che sapevi già.
Percorrere insieme tanta strada
interrotta a volte da qualche ostacolo
per capire solo adesso
che in silenzio costruivi
le tue barriere
E adesso non voglio più sentir parole
Delusa e stanca
percorrerò
lo stesso sentiero
sotto al mio cielo nero
Chiara
Affidato al mare da
Siro5451 Ora: 21:07
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giovedì, 12 marzo 2009
Carissima Chiara,
non riesco più come una volta a scrivere lettere, ma ci provo. Ciò che sto vivendo è un incubo e dagli incubi ci si risveglia. Succederà prima o poi, ma il risveglio non sarà una liberazione, sarà invece prendere coscienza che il risveglio è peggiore dell’incubo, perché questa esperienza mi ha fatto capire ancora una volta che l’amore, checché se ne dica, è solo una fregatura. Dici che ti ho fatto soffrire, forse è vero, ma la tua sofferenza, e questo lo hai sperimentato più volte, è data soltanto dagli equivoci che noi stessi ci creiamo.
Con te sono riuscito a ritrovare me stesso, quella parte di me che era sopita in fondo al cuore, e che grazie a quell’incontro “casuale” nel web è risaltata fuori con prepotenza. Anche io ti credevo “diversa” da come poi ti ho conosciuta. Non nel senso brutto, intendiamoci, ma credevo che la tecnologia e internet non ti facessero così paura, tanto da reprimere anche in me la passione per la programmazione informatica e per tutto ciò che di tecnologico mi affascina. Ho cercato di assencodare questa tua paura, che comunque a me poneva dei limiti, e sembrava che nonostante questo ostacolo il nostro amore andasse oltre, invece scopro, ancora una volta, che tu ti fai fermare dalle apparenze. E questa volta hai detto basta. Ma ancora una volta ti dico che sbagli e, se davvero il tuo amore è grande come appare da ciò che scrivi in questo blog, sarà uno sbaglio che farà vivere anche te dentro un incubo e anche per te il risveglio sarà ancora più doloroso dell’incubo stesso. Non puoi buttare all’aria quattro anni d’amore solo perché hai trovato che il mio telefonino si è connesso a VodafonLive. Come cercavo di spiegarti, e non hai voluto sentire ragioni, quelle connessioni sono avvenute perché cercavo solamente di connettere il cellulare al Tom Tom. Il libretto delle istruzioni del navigatore spiega come, attraverso il bluetooth, connettersi al Tom Tom in modo che si possa rispondere alle telefonate in arrivo tramite il viva voce del Tom Tom stesso. Una volta stabilita la connessione il navigatore riconosce il cellulare e in questo modo si possono scaricare anche gli aggiornamenti delle mappe stradali e quant’altro serve perché possa essere sempre efficiente. No. Tu hai dedotto, prima che io potessi darti una spiegazione delle connessioni, che col telefonino faccio i “giochetti” (erotici? Ma vah!). Se non fosse perché si tratta della nostra vita, ci sarebbe da ridere, guardarci in faccia e dirci: “Ma quanto siamo sciocchi a perdere così il nostro tempo”. Invece è tutto vero e purtroppo siamo in due a piangere. Io perché so che ti amo e che sono sincero, che non m’interessano i giochetti col cellulare (d’altronde se ragionassi davvero a mente fredda lo capiresti anche tu che non fa parte della mia vita, questo comportamento), e tu che continui a dipingermi come un assatanato che va in cerca di chissà che cosa per avere la vita appagata, senza renderti conto che invece hai di fronte una persona che sta vivendo anche un dramma interiore per via della Fede in Dio (te ne ho sempre parlato, no?) Ho considerato il nostro rapporto come un vero matrimonio, un giuramento fatto al Signore, di indissolubilità, nel bene e nel male, e così stava andando avanti e così continuerà, nonostante tutto. Forse crederai che perché hai posto la parola “fine” al nostro amore io faccia chissà che cosa. No, tesoro mio, la mia vita sarà forse solo più vuota, ma non la riempirò di certo delle “cazzate” di cui hai sempre avuto il sospetto che io mi nutrissi. Non è mai successo prima che io ti conoscessi e non succederà neanche ora. Chi mi sta vicino lo sa e non è certo la persona che pensi tu, ma tutte le persone che hanno condiviso i miei ideali e il mio modo di vivere, da sempre. Dai veri amici sono stato sempre amato e questo d’ora in poi mi basterà. Ho cercato sempre di condividere anche con te questo mio modo di vivere, ma l’hai preso come una debolezza da parte mia: secondo te dovevo fare del bene solo a chi lo meritava e non seguire il mio “istinto” a non provare rancore per una persona che in qualche modo non meritava il mio bene. Ti ho dato ragione anche in questo, molto spesso, andando contro gli insegnamenti di Cristo (“… Che giova amare gli amici? Ama i tuoi nemici…”) e contro ciò che sentivo dentro, perché ti amo sopra tutto…
Non l’hai capito. Pazienza. Nella mia mente resterà il vuoto delle tue parole, ma nel mio cuore resterà la pienezza dell’amore che ho per te. Per sempre. Sembra banale dire “per sempre” ma in questi quattro anni ho capito davvero cosa vuol dire amare e l’ho fatto con tutto me stesso. Ora non c’è più spazio per i “giochetti”.
Ciao
Filippo
Affidato al mare da
Siro5451 Ora: 13:42
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